Le Carbonatiti del Vulture
I prodotti del Vulture possono essere raggruppate in due serie distinte in base alla presenza o meno del feldspato (Melluso et al., 1996);le rocce della serie senza feldspato sono caratterizzate dalla presenza di Melilite (Hieke Merlin, 1967; De Fino et al., 1982; ecc);
Di questi gruppo fanno parte rocce come le melilititi, le melafoiditi, le hauyniti e le Carbonatiti.
Nel diagramma TAS questi prodotti cadono quasi esclusivamente all’interno del campo delle foiditi tranne alcuni campioni che si sovrappongono al campo delle basaniti. La presenza di melilitoliti e foiditi sul Vulture è importante in quanto queste rocce sono comunemente associate alle carbonatiti (Barker, 1989)
Le Carbonatiti (Alvikiti) del Vulture che si rinvengono nella zona di di Vallone Toppo di Lupo sono rocce a grana fine a tessitura porfirica con pasta di fondo criptocristallina.
Sono composte per più del 90% in volume da calcite; si riconoscono anche xenocristalli di clinopirosseno (diopside), anfibolo (magnesio - hastingsite), melilite, flogopite, apatite, feldspato.
Nella pasta di fondo si hanno cristalli di calcite (primaria e secondaria), melilite, apatite, monticellite, perovskite, flogopite ed infine vetro.
La paragenesi primaria di queste rocce è composta da:
Calcite:
Si ha la presenza di due famiglie di calcite, una presenta generalmente in cristalli tabulari con abiti schiacciati lungo la pinacoide ‹0001›, zonati e caratterizzati dalla presenza di Sr, Ba, LREE e Mn. Date le caratteristiche di questa fase, si ipotizza che sia primaria.
L’altra presenta in genere un abito fortemente anedrale. Questa calcite non presenta alcuna particolarità chimica rilevante e si suppone sia il frutto di processi di dissoluzione - riprecipitazione della calcite primaria.
Apatite:
In queste rocce si rinvengono discrete quantità di apatite sia come fenocristalli, sia nella pasta di fondo. Tutte le apatiti studiate sono zonate, presentano un abito euedrale con dimensioni inferiori a 1 - 2mm e hanno discreti tenori in SiO2 e in LREE
Melilite:
Questa fase è presente sia come xenocristalli sia come fase primaria; le meliliti primarie hanno in genere un abito tabulare allungato.
All’interno delle carbonatiti si rinvengono spesso fantasmi di questa fase che in genere sono di dimensioni maggiori (2 - 3 mm), indicando che si tratta di cristalli di probabile origine esotica.
Ossidi opachi
Le alvikiti sono molto ricche in queste fasi, in genere sotto forma di cristalli di ridotte dimensioni (<< 0.5 mm) con un abito subedrale- anedrale (nella pasta di fondo mostrano talvolta le classiche forme poligonali a 4 lati). Dalle analisi chimiche si ricava che sono delle Titano- magnetiti ricche in Al2O3 (da 3.5 – 13 wt.%) e MgO (da 2.3 - 8.2 wt.%) e povere in ulvospinello (da 4 - 20 mol.%).
Sono presenti inoltre Xenocristalli di:
Clinopirosseno:
E’ presente in xenocristalli con un abito subedrale, di colore verde e che talvolta mostrano una zonatura ben evidente (da un verde chiaro del nucleo a un verde più scuro e pleocroico del bordo), con dimensioni fino a 2 mm. Tutti i cristalli di clinopirosseno all’interno delle carbonatiti del Vulture sono di origine esotica (xenocristalli).
Anfibolo:
Anche questa fase è di probabile provenienza esotica in quanto si notano spesso dei bordi di reazione e cristalli abbondantemente riassorbiti. I cristalli hanno dimensioni fino a 2 mm e un abito subedraleanedrale; sono generalmente di colore verde - marrone e frequentemente presentano un bordo opacitico
Flogopite:
La flogopite si rinviene sia in grossi cristalli, visibili ad occhio nudo, sia in minuti cristalli (< 1mm), di forma allungata, con abito subedrale che spesso mostrano un marcato bordo opacitico
Feldspato:
Si rinvengono pochi cristalli di questa fase nelle carbonatiti del Vulture, per lo più tutti di piccole dimensioni (<0.5 mm). Le analisi chimiche condotte su alcuni di questi cristalli hanno mostrato una composizione variabile; si rinvengono campioni appartenenti tanto alla serie dei feldspati alcalini (Ab20 - Or76) quanto a quella dei plagioclasi (con Ab4- An94 e Ab60- An39) (Matteoni, 2006).
Immagine 1: Schema Strutturale del Vulture e localizzazione dei prodotti di Vallone Toppo di lupo.
Immagine 2:
a) L'affioramento di Vallone Toppo di lupo.
b) contatto tra paleosuolo e Lapilli.
c) "Dicco" carbonatitico che taglia i depositi piroclastici.
d) Lapilli ovoidali
e) Contatto tra lapilli e lava carbonatitica.
Bibliografia
Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
- La genesi delle carbonatiti del Vulture: "Informazioni dallo studio dell’associazione di xenoliti mafici ed ultramafici delle carbonatiti di Vallone Toppo di Lupo, Monte Vulture, Basilicata, Italia" (Rolando Matteoni lavoro di tesi A.A 2008/2009) - Carbonatites in a subduction system: The Pleistocene alvikites from Mt. Vulture (southern Italy) (Massimo D'Orazio-Fabrizio Innocenti-Sonia Tonarini-Carlo Doglioni-Lithos 2007)
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