Oldoinyo Lengai

L’Oldoinyo Lengai o "montagna di Dio" come è chiamata dalle popolazioni indigene (Masai), è un volcano che giace in prossimità della scarpata occidentale della Rift Valley nel nord della Tanzania; L’Oldoinyo Lengai è uno stratovulcano che si erge fino a 2962 m occupando un area di circa 115 km2.

alla sommità del vulcano si rinvengono due crateri: quello Sud inattivo, più vecchio e ormai riempito dalla vegetazione e quello Nord, attualmente attivo, separati da un ridge con andamento circa E-W.

L’Oldoinyo Lengai viene inserito nella Provincia Vulcanica Neogenica della Tanzania Settentrionale (PVNTS), che è un’estensione del vulcanismo dell’area keniota (Dawson, 1989): nella provincia si rinvengono vulcani a scudo, formati essenzialmente da basalti alcalini e fonoliti come l’ Ngorongoro, il Kitumbeine, il Gelai e i centri Mawenzi e Shira del Kilimangiaro, tutti datati intorno ai 2-3 Ma.

A 1.2 Ma si assiste ad un intensa attività tettonica che ha portato alla formazione di numerose faglie con andamento circa E-W sul bordo occidentale della Rift Valley, dove si impostano numerosi centri eruttivi esplosivi, come l’Oldoinyio Lengai, il Meu, l‘ Hanag, l’ Ufiome e il Kerimasi, e anche ampie depressioni e bacini, come quelle occupate dal Lake Natron e Manyara, o la Gola di Olduvai, famoso per i numerosi rinvenimenti di resti di ominidi e vertebrati.

Il vulcanismo esplosivo che ha interessato queste faglie è caratterizzato da prodotti nefelinitici, fonolitici e carbonatitici. L’inizio dell’attività eruttiva lungo questa faglia è datata a circa 0.4-0.6 Ma, con la messa in posto dei primi prodotti nefelinitici- ijolitici del Kerimasi (MacIntyre et al., 1974; Hay, 1976) e successivamente, a circa 0.37 Ma, si ha l’inizio dell’’attività dell’Oldoinyo Lengai, con la messa in posto dei tufi gialli con lave basali.

Una stratigrafia generale dei prodotti dell’Oldoynio Lengai è la seguente:

Tufi gialli con lave: costituiscono il corpo principale dell'edificio; i tufi sono costituiti sa cristalli di nefelina e pirosseno immersi in una matrice zeolitica, limonitica e carbonatica,; le lave sono di composizione efelinitica e fonolitica. Queste rocce, correlate da Dawson con rocce esposte nella Gola di Olduvai (Dawson et al., 1995) sono datate 0.15- 0.4 Ma;
Tufi grigi: costituiscono i coni e i crateri formatosi sui fianchi dell'edificio vulcanico principale. In particolare, essi contengono blocchi di tufi gialli e tufi a mica, pirosseno e olivina;
Tufi neri: si trovano in una profonda incisione nei tufi gialli sulle pendici occidentali e nordoccidentali. Contengono tufi a nefelina, pirosseno e mica e agglomerati di blocchi lavici alcalini. Queste rocce sono state correlate con un livello di cenere datato a circa 1250 anni e contengono le prime tracce di lave natrocarbonatitiche;
Lave e coni a melanefelinite: si trovano in tre località lungo le pendici del vulcano;
Tufi grigi: sono costituiti da lapilli nefelinitici e frammenti di miche cementati da carbonati, hanno in genere spessori di circa un metro e sono debolmente cementati (sono probabilmente legati all'eruzione del 1917);
Ceneri variegate: sono depositi di cenere fortemente ricca in Na2O di vari colori (verde pallido, giallo, rosa e bianco) con spessori di circa 6 metri. Si ritrovano sulle pendici meridionali e risalgono probabilmente all'attività del 1954-55;
Lave natrocarbonatitiche recenti: si sono formate dal cratere settentrionale; sono i prodotti più recenti dell’attività del Vulcano.

Le natrocarbonatiti sono senz’ombra di dubbio il prodotto più caratteristico dell’attività del vulcano;
questa lava unica al mondo è composta essenzialmente da fenocristalli di nyerereite e gregoryite (carbonati di Ca, Na e K) immersi in una pasta di fondo composta dagli stessi minerali con fluorite e sylvite (più molti minerali accessori). La lava fresca presenta un colore grigio scuro che a causa dell’alta alterabilità della sylvite e della gregoryite (a condizioni atmosferiche), diviene bianca nel giro di poche ore (per la formazione di minerali come la termonatrite e la nahcolite).

I prodotti silicatici dell'Oldoinyo Lengai sono rappresentati essenzialmente da Nefeliniti, Melilititi e Fonoliti.
Questi prodotti risultano fortemente alcalini e in alcuni casi peralcalini ((Na+K) /Al>1); la peralcalinità di questi prodotti si riflette nella mineralogia delle fonoliti, caratterizzate dall'associazione combeite–wollastonite; la Combeite è un silicato di sodio e calcio con formula ideale Ca2Na2(Si3O9).

I prodotti silicatici presentano una notevole evoluzione (MgO non supera il 2 wt.% ), Ni e Cr hanno concentrazioni > 10ppm e si hanno forti arricchimenti in REE;
l'alta evoluzione di queste lava è spiegata da molti autori come dovuta ad un estremo frazionamento di un magma originario a composizione olivin-melilititico ricco in Na che smescolandosi per immiscibilità di liquidi, genera un liquido di composizione nefelin-wollastonitica e uno natrocarbonatitico.

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Immagine 1:
Il cratere dell'Oldoinyo Lengai riempito da lave Natrocarbonatitiche.



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Immagine 2:
La veloce (circa un giorno) alterazione delle Natrocarbonatiti.



Bibliografia



Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
-Mineralogical and chemical transformation of Oldoinyo Lengai natrocarbonatites, Tanzania (Lithos 91 (2006)-Anatoly N. Zaitsev)
- La genesi delle carbonatiti del Vulture: "Informazioni dallo studio dell’associazione di xenoliti mafici ed ultramafici delle carbonatiti di Vallone Toppo di Lupo, Monte Vulture, Basilicata, Italia" (Rolando Matteoni lavoro di tesi A.A 2008/2009)