San Venanzo

Le rocce vulcaniche dell’area di San Venanzo sono state emesse da tre centri vulcanici localizzati lungo il lato ovest del graben della valle del Tevere (Umbria).

L’attività vulcanica che ha caratterizzato questi centri eruttivi è stata per lo più di tipo esplosivo e ha prodotto una quantità di materiale piroclastico stimabile in circa 6x106 m3.
Oltre all’abbondante materiale piroclastico sono state prodotte effusioni laviche di circa 1x106 m3 localizzate nell’area di Le Selvarelle e Belvedere ad ovest di pian di celle.

L'attività vulcanica a San venanzo è stata datata tramite il rapporto Ar39 - Ar40 che ha dato come risultato un età di circa 265.000 anni.

Sia il vulcano di san Venanzo che quello di pian di celle hanno iniziato la loro attività esplosiva contemporaneamente, entrambi con esplosioni multiple caratterizzate da depositi piroclastici a composizione tipicamente venanzitica.
Il ciclo di attività esplosiva venne poi chiuso dall’effusione di due colate laviche e dalla messa in posto dello sciame di dicchi melilitolitici.

I tre centri eruttivi sono:

1) San Venanzo su cui sorge l’omonima città.
2) Pian di Celle distante circa 1 Km dal paese.
3) Celli localizzato 500 m di distanza da Pian di celle.

Il vulcano di san Venanzo è situato 500m a nord di Pian di Celle ed è composto da un tuff-ting asimmetrico con uno spessore di 30m sormontato da un maar con un diametro massimo di 300m.

Il tuff-ring è composto da una breccia che man mano grada a depositi di surge costituiti da cenere e lapilli altamente vescicolati.
Oltre a questi lapilli vescicolati i depositi di surge contengono lapilli di composizione carbonatitica immersi in una matrice di carbonato primario.
È stato osservato che tali lapilli spesso contengono al nucleo cristalli di forsterite cromifera di probabile origine mantellica (stoppa et alii.). Il maar è riempito da abbondante materiale epiclastico sia sedimentario che vulcanico.

Pian di Celle consiste in una struttura composita di 40m con un condotto sommitale. I materiali predominanti sono costituiti da depositi di surge e in quantità minore da depositi piroclastici.

Nei depositi piroclastici e nelle brecce presenti a Pian di Celle si rinvengono, come nel caso di San Venanzo, lapilli carbonatitici.
Questi lapilli sono formati da involucri concentrici di cenere carbonatica attorno a fenocristalli/cristalli di varia natura.

I lapilli sono immersi in una matrice di cenere fine carbonatitica, frammenti di vetro e cristalli sciolti.

La genesi di questo tipo di lapilli è ipotizzata essere dovuta all’agglutinazione del magma attorno a frammenti (cristalli e/o litici) durante la veloce risalita verso al superficie.
La veloce risalita dovuta a violenti rilasci di CO2 avrebbe favorito la veloce rotazione dei lapilli che avrebbero assunto la tipica struttura concentrica.

A Pinan di Celle si ha poi la presenza di dicchi eruttivi messi in posto lungo faglie N-S al di sotto dei depositi piroclastici che hanno poi dato origine a due colate laviche (le Selvarelle e belvedere).

La colata principale è spessa 15m e ricopre il fianco nord-ovest dell’apparato vulcanico estendendosi per 600m dal centro eruttivo mentere la seconda colata di 8m di spessore si estende per 200m verso sud.

La lava di queste colate è classificata petrograficamente come leucite-olivin-melilitite ed è detta comunemente Venanzite ed è costituita da fenocristalli di melilite, leucite, kalsilite, flogopite, diopside, olivina, ossidi di Ti-Fe, perovskite e vetro.

La colata principale è poi stata intrusa da sciami di dicchi a grana grossa, denominati "intrusioni pegmatoidi" facenti parte della fase finale dell’attività vulcanica.

Tali dicchi sono costituiti essenzialmente da 28% di melilite, 25% da leucite, 12% da calcite, 9% da flogopite, 7% da kalsilite + nefelina, 5% da clinopirosseno, 4% da spinello, 2% da apatite, 2% da olivina 3% da fasi accessorie e da 3% di materiale vetroso.
In base alla mineralogia modale questi dicchi possono essere classificati come Uncomphagriti (calcite-leucite-melilitoliti).

L'origine di questo tipo particolare di rocce è stata nel tempo molto controversa e discussa.

Le venanziti, e le rocce legate alla zona Unbro-Laziale (Umbria-latium-Ultra alkalin District) oltre a mostrare caratteristiche mineralogiche peculiari presentano caratteristiche chimiche del tutto particolari.
Queste rocce presentano alti valori nel rapporto 87Sr/86Sr e nel rapporto 143Nd/144Nd.

L'origine più accreditata è quella che indica come sorgente di questi magmi un mantello metasomatizzato.
La formazione di questi liquidi venanzitici serebbe imputabile alla fusione parziale di una peridotitie metasomatizzata da CO2 e H2O a pressioni vicine a 28-30Kbar e temperature intorno a 1300°C (circa 80Km di profondità).

Questi liquidi risalendo verso la superfice avrebbero accelerato la loro velocità di risalita per via del forte rilascio di CO2.

Liquidi di composizione carbonatitica si sarebbero potuti separare dalla frazione silicatica a pressioni vicine a 20Kbar.
Il risultato finale sarebbe stato quello di due sistemi indipendenti, uno a composizione carbonatitica e una a composizione silicatico-venanzitica che avrebbero poi potuto essere eruttati separatamente o sequenzialmente come nel caso di San Vananzo.

Bibliografia



Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
- Ron H. Vernon (2004): A pratical guide to rock microstructure. Cambridge editore
- Eric A.K. (1985): Middlemost Magmas and Magmatic Rocks. Longman, London
- D’Amico C., Innocenti F. & Sassi F.P. (1987): Magmatismo e metamorfismo. UTET
- New Minerla data from the Kamafugite-Carbonatite association: The Melilitolite from Pian di celle, Italy. ( F. Stoppa, A. Cundari; Mineralogy and petrology 1997)
- Carbonatite and Kamafugite in Italy: Mantle derived rocks that challange subduction. ( G. Lavecchia, F. Stoppa; annals of geophysics 2005)
- Origin and multiple cristallization of the Kamafugite.carbonatite association: San venanzo and Pian di celle occurence (Umbria Italy) (F. Stoppa, A. Cundari)




Foto
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Il paese di San Venanzo visto da Pian di Celle.
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Venanzite
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Colata lavica di bel Vedere.
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Colata lavica di bel Vedere.
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Intrusione pegmatoide (Melilitolite) in cui si notano le grandi cavità riempite da Zeoliti.
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Melilitolite intrusa all'interno della colata di Le Selvarelle.
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Deposito Piroclastico gradato in località Pian di Celle.
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Depositi Piroclastici sotto al paese di San Venanzo.