Lamproite di Sisco
Le rocce lamproitiche di Sisco (Corsica nordorientale), formano un piccolo sill di spessore variabile, incassato in rocce metamorfiche (calcescisti, scisti glaucofanitici e sporadici termini filladici) dell'Unità degli "schistes lustrès" della sequenza della Corsica Alpina.
Immagine 1: Carta schematica della PMT. Da Conticelli 2009.
Il filone strato affiora a sud e a ovest di Marina di Sisco: lungo la strada N 198 in prossimità della costa tirrenica, gli affioramenti si mostrano discontinui, con spessore massimo di m 1,5; nell'interno, a mezza costa nel versante meridionale della valle del T. Sisco, gli affioramenti sono più continui e cospicui, con potenze massime di 4 m. L'andamento di insieme del corpo geologico mostra una direzione NE-SO con l'immersione a SE verso il mare con debole inclinazione.
Le rocce incassanti non sembrano avere subito trasformazioni per metamorfismo di contatto probabilmente perché costituite da associazioni mineralogiche di stabilità termica relativamente elevata, comunque al di sopra dell'isograda «clinozoisite in» ed anche in relazione all'esiguo spessore del filonestrato.
Le datazioni radiometriche effettuate sulle rocce del filone lo riportano ad un'età mediomiocenica (per Hamet, con metodo Rb/Sr, 15 Ma, per Bellon, 1978, con metodo K/Ar, 13,5 ± 0,7 Ma).
La lamproite di Sisco è una roccia a struttura olocristallina, con pasta di fondo a grana piuttosto grossa che solamente nelle facies marginali a contatto con le rocce incassanti diviene microcristallina. La tessitura può essere definita intersertale per la tipica disposizione a feltro dei fenocristalli lamellari di mica nei cui interstizi sono situati in prevalenza gli individui di sanidino della pasta di fondo.
I minerali essenziali sono in ordine di frequenza: K-feldspato, biotite, clinopirosseno, anfibolo e olivina;
tra gli accessori, diffusi uniformemente nella compagine si riconoscono: apatite, titanite, rutilo, ilmenite e magnetite;
Il K-feldspato è un sanidino di Alta temperatura con contenuto Ab molto scarso (mediamente attorno al 5%, con massimi in individui zonati, non superiori all'8%).
La biotite, presente sia tra i fenocristalli che nella pasta di fondo è in prevalenza di composizione flogopitica con orli talora di composizione meroxenica; i tenori in TiO2 non superano che raramente il 5% nelle zone marginali mentre si mantengono attorno al 3,5% nelle zone centrali.
Il clinopirosseno, localizzato nella pasta di fondo con abito prismatico tozzo, è un termine diopsidico quasi puro, praticamente privo di Alluminio e con un rapporto MgO/CaO assai vicino all'unità.
L'anfibolo, presente in quantità subordinata, con cristalli molto allungati secondo l'asse c è un termine richteritico sensibilmente potassico (K20 attorno aI4%).
L'olivina è presente solo in scarsi cristalli in stato di avanzata alterazione di tipo iddingsitico progressiva dai bordi verso l'interno.
Le lamproiti di Sisco presentano un indice agpaitico (Na2O+K2O)/AI2O3 oscillante attorno al valore di 1.03 e un indice alcalino (100xK2O)/Na2O+ K2O attorno al valore di 91.6; il contenuto in MgO è circa (6.4-7.1 wt.%, Peccerillo et al., 1988).
Tra le varie lampoiti della PMT, quelle di Sisco presentano i valori di K2O più alti e i valori di Al2O3 più bassi (Prelevic et al., 2008; Conticelli et al., 2009a).
Immagine 2: Diagramma Na2/K2O vs SiO2 e diagramma AFM in cui sono riportate le rocce di Sisco, Montecatini val di cecina e Orciatico. Da Ines marinosci.
Bibliografia
Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
- STUDIO PETROGRAFICO COMPARATIVO TRA LA «MINETTE» DEL FILONE STRATO DI SISCO (CORSICA SETTENTRIONALE) E LE SELAGITI DEL VOLTERRANO TOSCANO (INES MARINOSCI) - Trace elements and Sr–Nd–Pb isotopes of K-rich, shoshonitic, and calc-alkaline magmatism of the Western Mediterranean Region: Genesis of ultrapotassic to calc-alkaline magmatic associations in a post-collisional geodynamic setting (Conticelli, Lithos 107 (2009))

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