Saffirina - (Mg,Fe2+,Fe3+,Al)8O2[(Al,Si)6O18]
La saffirina deve il suo nome dal termine tedesco Saphir, zaffiro, per via del suo colore tipicamente blu in campioni macroscopici.La saffirina è un silicato a catena la cui struttura è basata su un impaccamento cubico compatto di atomi di ossigeno in strati paralleli a (100); fasce di atomi di (Mg, Al, Fe) in coordinazione ottaedrica sono allineati lungo l’asse c sempre parallelamente a (100).
La variazione composizionale della saffirina è limitata alla sostituzione di Mg, Si con 2Al e dalla sostituzione di Fe2+ al posto di Mg e Fe3+.
Nel sistema sperimentale MgO-Al2O3-SiO2 la saffirina è strettamente legata a Piropo, Mullite, Cordierite e Corindone, e a 1386°C si ha la reazione reversibile:
Mg2Al4SiO10 (Saffirina) + 2Al6Si2O13 (Mullite) = 6Al2O3 (Corindone) + Mg2Al4Si5O18 (Cordierite)
La saffirina rimane stabile fino a pressioni comprese tra 17 e 25 Kbar e temperature intorno a 1000°C, oltre questo limite la saffirina si decompone in Piropo, Spinello, Corindone tramite la reazione:
3 Mg2Al4SiO10 (Saffirina) = Mg3Al2Si3O12 (Piropo) + 3MgAl2O4 (Spinello) + 2 Al2O3 (Corindone)
La formazione della saffirina è limitata a terreni metamorfici di alto grado in facies granulitica e a terreni di UHP (Ultra High pressure).
La saffirina è un minerale con una limitata stabilità, soprattutto in condizioni di alta pressione di H2O; questo comporta spesso evidenti segni d’instabilità come relitti di spinello all’interno della saffirina, concrescimenti simplectitici di saffirina e cordierite.
In rocce granulitiche a protolite pelitico in fase di retrocessione la sillimanite spesso può dissociarsi in Saffirina e cordierite secondo la reazione:
Sillimnaite + Ortopirosseno = Saffirina + Cordierite
Nelle foto sottostanti siamo in presenza di tale reazione di dissociazione della sillimanite.
Caratteristiche ottiche:
• Colore: Verde o blu pallido in sezione sottile
• Pleocroismo: Sui toni del verde
• Rilievo: Alto
• Colori di interferenza: Molto bassi
• Abito: Tabulare ma si rinviene spesso in granuli o concrescimenti simplectitici vermicolari
Struttura della saffirina.
Bibliografia
Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
• W. A. Deer, R. A. Howie, J. Zussman (1994): Introduzione ai Minerali che costituiscono le rocce. Zanichelli editore.
• B. W D. Yardley, W S. Mackenzie, C. Guilford: Atlante delle rocce metamorfiche e delle loro microstrutture. Zanichelli editore
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