Glomerofiro

La tessitura Glomerofirica può essere definita come una varietà della tessitura porfirica in cui i fenocristalli sono raggruppati in aggregati detti glomerofiri.
Il termine Glomerofiro o tessitura Glomerofirica dovrebbe però, essere riferito al caso in cui i cristalli siano tutti delle medesime dimensioni (equidimensionali) altrimenti si dovrebbe utilizzare il termine tessitura Glomeroporfirica.
Questa distinzione però non viene quasi mai effettuata e i due termini possono essere utilizzati come sinonimi.

I Glomerofiri si formano per aggregazione dei cristalli che si formano sul Liquidus, e quest'aggregazione è favorita principalmente dai due fattori:

- La superficie totale del Glomerofiro ha un'estensione molto minore della somma delle superfici dei singoli cristalli e questo comporta un risparmio energetico non indifferente.

- La presenza di cristalli o germi cristallini nel magma può favorire la nucleazione eterogenea con formazione di cristalli giustapposti (Glomerofiri).

I glomerofiri inoltre rivestono un importante ruolo nel processo di frazionamento poichè essendo più pesanti dei singoli cristalli che li formano sono maggiormente soggetti all'affondamento.
L'affondamento è regolato dalla legge di Stokes :

V = 2R2 (de - di)g /9η dove:

V = velocità di sedimentazione.
R = raggio delle particelle disperse.
di = densità della fase interna.
de = densità della fase esterna.
g = accelerazione di gravità.
η = viscosità della fase continua.

Cristalli leggeri come i Feldspati che per contrasto di densità tenderebbero a risalire nel magma, possono invece essere portati verso le parti profonde della camera magmatica se inglobati in Glomerofiri di minerali Femici (Ol+Px).

I glomerofiri giocano un ruolo molto importante nella differenziazione magmatica: per esempio masse glomerofiriche possono affondare nel magma molto più facilmente di singoli cristalli e di minerali leggeri, come i feldspati, che singolarmente tendono a risalire per flottazione, ma possono affondare se contenuti in glomerofiri dominati da minerali ad elevata densità.

Per poter distinguere gli xenoliti da masse glomerofiriche e da xenoliti cogenetici si deve tener conto di:

1) forma e dimensione dei cristalli
I cristalli che costituiscono i glomerofiri presentano forme e dimensioni paragonabili ai fenocristalli presenti nella roccia, i cristalli degli xenoliti invece hanno forme e dimensioni estremamente variabili, quelli dei cogenetici paragonabili a quelli della roccia.

2) microstrutture
Per quanto riguarda le microstrutture, i glomerofiri presentano cristalli euedrali o tuttalpiù subedrali mentre gli xenoliti mostrano microstrutture tipiche di una roccia, gli xenoliti cogenetici hanno tessiture simili alla roccia in cui si trovano.

3) Composizione generale
La composizione generale dei glomerofiri è la stessa di quella della roccia mentre gli xenoliti presentano una composizione generale diversa a seconda del tipo di roccia da cui provengono, gli xenoliti cogenetici hanno composizioni uguale e molto simile alla roccia in cui si trovano.

4) Natura dei cristalli
La natura dei cristalli dei glomerofiri è la stessa di quella dei fenocristalli della roccia invece per gli xenoliti è variabile in base al tipo di roccia, gli xenoliti cogenetici hanno una paragenesi uguale o simile a quella della roccia.

Bibliografia



Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
- M. J. Hibbard (1994): Petrography to Petrogenesis. Prentice Hall editore
- Ron H. Vernon (2004): A pratical guide to rock microstructure. Cambridge editore
- Rocchi S. (1993): Meccanismi di cristallizzazione e strutture delle rocce ignee. SEU Pisa.


Foto
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Glomerofiro di plagioclasi in un basalto. Immagine a N//, 2x (lato lungo = 7mm)
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Glomerofiro di plagioclasio e pirosseni in un basalto. Immagine a NX, 2x (lato lungo = 7mm).
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Glomerofiro di plagioclasio e pirosseni in un basalto. Immagine a NX, 2x (lato lungo = 7mm).
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Xenolite, o litico, in una roccia ignimbritica. Notare la diversa tessitura tra xenolite e roccia ospite. Immagine a NX, 10x (lato lungo = 2mm).