Vosegite

Il lamprofiri sono un complesso gruppo di rocce ignee che presentano affinità con le kimberliti e i lamproiti. I lamprofiri sono difficili da classificare in modo inequivocabile utilizzando criteri classificativi esistenti; è impossibile classificarli su base modale, utilizzando il QAPF, o su base chimica, utilizzando il TAS. Il termine lamprofiro, dal Greco lampros (luccicante), venne introdotto per la prima volta da Gümbel nel 1874, che lo utilizzò per descrivere alcune rocce affioranti a Fichtelgebirge (Germania), ricche in fenocristalli di biotite e orneblenda e che erano prive di feldspato. Successivamente il termine venne utilizzato da Rosenbusch (1877) per descrivere un’ampia varietà di rocce subvulcaniche contenente fenocristalli di fasi mafiche. Così, In breve tempo, il termine lamprofiro fu utilizzato per descrivere qualsiasi roccia ignea ricca in fenocristalli di fasi mafiche, e che era difficile da classificare. Infine Middlemost (1986) e Rock (1986, 1991) inclusero in questo gruppo di rocce anche le kimberliti e i lamproiti e rocce contenenti feldspati e leucite. In accordo con Streckeisen, i lamprofiri sono: "non semplicemente varietà tessiturali di rocce plutoniche o vulcaniche", poichè sono "bene o male distinguibili da esse in base alla loro particolare mineralogia e tessitura, e, a vari gradi, anche dalla loro composizione chimica".

Streckeisen riconobbe sette principali caratteristiche dei Lamprofiri:

1) Sono rocce porfiriche mesocratiche e melanocratiche, raramente ultramafiche.
2) I feldspati e i feldspatoidi (se presenti) sono relegati alla pasta di fondo.
3) Contengono essenzialmente biotite-flogopite e/o anfiboli in associazione con clinopirosseni, olivina e raramente melilite.
4) L'alterazione idrotermale delle fasi mafiche è molto comune e spesso molto intensa.
5) Calcite, zeoliti ed altri minerali idrotermali sono comuni
6) Hanno alti valori di K2O (o K2O + Na2O) e basso contenuto in SiO2.
7) Il loro contenuto in H2O, CO2, S, P2O5 e Ba è estremamente elevato se comparato a rocce con lo stesso quantitativo di SiO2.

Streckeisen riconobbe tre principali tipi di lamproiti:

A) Lamproiti Calcalcalini.
B) Lamproiti Alcalini.
C) Lamproiti Melilitici.

Lamprofiri Calcalcalini
I Lamprofiri calcalcalini, detti anche lamprofiri ordinari consistono in: minette, vogesiti, kersantiti e spessartiti. Questi lamprofiri sono, in termini di composizione chimica, indistinguibili tra loro, e vengono classificati generalmente su base modale:

Vosegiti: Termine derivante dai monti Vosgi, nel nord della Francia. Le vosegiti sono lamprofiri contenenti essenzialmente fenocristalli di anfibolo (orneblenda). Feldsapti alcalini, spesso associati a clinopirosseno e plagioclasio sono comuni in pasta di fondo.
Minette: Termine derivante da un vecchio nome utilizzato dai minatori dei monti Vosgi in Francia. Le minette sono lamprofiri contenenti fenocristalli di biotite. Feldsapti alcalini, augite e plagioclasio sono presenti in pasta di fondo.
Spessartiti: Termine derivante dai monti Spessart, ad est di Aschaffenburg, in Germania: Le spessartiti sono lamprofiri contenenti fenocristalli di orneblenda. Plagioclasio e augite sono presenti in pasta di fondo. Il feldspato alcalino è generalmente assente o presente in piccole quantità.
Kersantiti: Termine derivante da Kersanton, un villaggio Francese. Sono lamprofiri contenenti fenocristalli di orneblenda, augite e plagiclasio.

Lamprofiri alcalini e Melilitici
I lamprofiri alcalini e melilitici vengono spesso descritti e classificati come un unico gruppo di rocce, essendo comunemente associati a complessi alcalini. Secondo la classificazione di Streckeisen, i principali lamprofiri alcalini sono: camptoniti, sannaiti e monchiquiti, e sono chimicamente simili ai basalti alcalini, alle nefeliniti e alle basaniti. Al gruppo dei lamprofiri melilitici appartengono rocce alcaline ricche in melilite come le alnöiti e le polenziti.

Camptoniti: Termine derivante da Campton, New Hampshire (USA). Le camptoniti sono lamprofiri contenenti fenocristalli di anfibolo (kaersutite e/o orneblenda), Ti-augite, olivina e biotite-flogopite, immersi in una pasta di fondo costituita da plagioclasio, anfibolo e talvolta feldspatoidi.
Sannaiti: Termine derivante da Sannavand, complesso alcalino di Fen, in Svezia. Le sannaiti sono praticamente uguali alle camptoniti, tranne che contengono feldspati alcalini al posto dei plagioclasi.
Monchiquiti: Termine derivante dalla Sierra de Monchique in Portogallo: Le monchiquiti sono lamprofiri contenenti fenocristalli di olivina, orneblenda e Ti-augite, immersi in una pasta di fondo vetrosa contenente microliti delle fasi presenti in fenocristalli.
Alnöiti: Termine derivante dall’isola di Alnö. Le Alnöiti sono lamprofiri contenenti fenocristalli di olivine, biotite e pirosseno immersi in una pasta di fondo ricca in melilite.
Polenziti: Termine derivante dalla località di Polenz nel massiccio Boemo, in Cecoslovacchia. Le polenziti sono lamprofiri costituiti per lo più dagli stessi minerali delle alnöiti, la differenza è che le polenziti contengono circa 10-30% di feldspatoidi (nefelina e hauyna).

Petrograficamente, i lamprofiri sono classificati separatamente dalla maggior parte delle altre rocce ignee, a causa dell’assenza di fenocristalli di feldspato e dall’abbondanza di fenocristalli mafici. Chimicamente sono rocce uniche nel loro genere poiché a bassi tenori di silice presentano alti contenuti in Fe, Mg e alcali. Comunemente sono rocce associate a grandi intrusioni ignee (graniti e dioriti) come nel distretto dei laghi in Inghilterra, nei Vosgi (Francia), nelle Highlands Scozzesi, nella foresta Nera (Germania) e nelle montagne dell’Harz (Germania). Una caratteristica comune a tutti i lamprofiri è la loro forte alterazione idrotermale, che porta allo sviluppo di minerali secondari come carbonati, zeoliti, clorite e serpentino.

I lamprofiri calcalcalini, o lamprofiri ordinari, tendono ad essere associati a grandi plutoni orogenici o anorogenici come sieniti, graniti o altre rocce plutoniche mediamente alcaline. Si suppone che questi lamprofiri derivino da magmi ibridi, generatisi per processi di mixing tra un magma basaltico alcalino (ricco in K) e un magma residuale granitico-sienitico.
I lamprofiri alcalini e melilitici invece sono interpretati come il prodotto della cristallizzazione di magmi basanitici o tefritici, in un contesto di doming crostale.

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Fig.1: Diagramma QAPF per la classificazione dei lamorofiri. CL = Color index





Bibliografia



Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
• Ron H. Vernon (2004): A pratical guide to rock microstructure. Cambridge editore
• Eric A.K. (1985): Middlemost Magmas and Magmatic Rocks. Longman, London
• D’Amico C., Innocenti F. & Sassi F.P. (1987): Magmatismo e metamorfismo. UTET




Foto
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Cristalli di orneblenda, magnetite, biotite, pirosseni e feldspati in pasta di fondo. Assynt in Scozia. Immagine a N//, 2x (lato lungo = 7mm)
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