Rioliti
Le Rioliti sono un gruppo di rocce silicatiche a grana fine. Il nome venne coniato nel 1860 da Ferdinand von Richthofen e deriva dal termine greco "Rheo", che significa flusso, data la natura fluidale di molte Rioliti. Spesso le Rioliti presentano una tessitura porfirica, mentre quelle cenozoiche hanno una tessitura Piroclastica Eutassitica.Le rocce riolitiche costituite dall'80% di vetro sono dette Ossidiane. Queste presentano strutture di flusso e, oltre al vetro, possono contenere Microliti, Cristalliti e Sferuliti. Ossidiane altamente vescicolate (75% di vescicole) sono dette Pomice.
La paragenesi fondamentale delle Rioliti è costituita da: Plagioclasio nelle Rioliti basse in Potassio, Sanidino nelle Rioliti alte in Potassio e nelle Alcaline, Quarzo comunemente con abito Embayed, Clinopirosseni (Augite), Ortopirosseni (Hyperstene), Biotite, Anfiboli (Horneblenda), Olivina Fayalitica.
La composizione chimica delle Rioliti è essenzialmente simile a quella delle rocce granitiche anche se spesso, la loro classificazione risulta assai ardua, essendo comunemente a grana fine o totalmente vetrose.
Una classificazione abbastanza esaustiva delle Rioliti prende in considerazione 4 parametri:
• K2O vs SiO2. In questo modo possiamo distinguere Rioliti e Rioliti basse in potassio (Tholeiitiche)
• A.S.I. (Allumina Saturaction Index) = (Al2O3) / (CaO + Na2O + K2O). Le rioliti che hanno A.S.I > 1 vengono dette peralluminose.
• A.I. (Agpaitic Index) = (Na2O + K2O) / (Al2O3). Con questo indice si discriminano le Rioliti peralcaline, ulteriormente suddivise in Pantelleriti e Comenditi a seconda del loro conteuto in ferro. La formazione delle Rioliti peralcaline viene spiegata con "l'effetto plagioclasio". Il Plagioclasio Anortitico contiene due volte Alluminio rispetto ai feldspati alcalini, quindi la cristallizzazione di An porterà ad un arricchimento nel liquido di K e Na e un simultaneo impoverimento in Aluminio.
• Relazioni tra alcali-silice nel TAS. Il campo delle Rioliti viene suddiviso in due campi, prendendo come riferimento la linea di Na2O + K2O = 8Wt%. Si indentificano così Rioliti e alcali-Rioliti.
I magmi ad alto contenuto in Silice sono usualmente molto polimerizzati e viscosi. L'alta viscosità ha una profonda influenza sugli stili eruttivi di questi magmi.
Durante un'attività vulcanica non esplosiva, le lave ad alta viscosità tendono ad accumularsi al di sopra del centro eruttivo senza fluire lateralmente, formando strutture tozze e dalla forma sub-circolare o ellittica dette Duomi o cupole laviche.
I Duomi si generano generalmente nel corso di una singola effusione lavica, ma possono continuare a crescere per apporto continuo di nuovo magma. A causa dell'alta viscosità e del forte attrito interno delle lave che formano i Duomi, essi sviluppano un regime di flusso laminare che favorisce una struttura interna laminata e foliata.
Il risultato è il tipico aspetto a "cipolla" in cui le lave si accavallano le une sulle altre formando strutture dette Rampe.
In base alla loro genesi i Duomi vengono divisi in: Endogeni, Esogeni, Duomi Couée, Criptodoumi.
• Duomi Esogeni: sono Duomi che si accrescono a partire dalla sommità grazie a ripetute estrusioni di lava.
• Duomi Endogeni: si accrescono per espansione dall'interno con conseguente distensione della parte esterna che si frattura generando brecce dette Talus.
• Duomi Coulée: sono Duomi (Endogeni o Esogeni) che si formano sui versanti acclivi dei vulcani. Questi duomi, trovandosi su una superficie acclive, tendono a scorrere o "colare" in parte lungo il fianco del vulcano.
• Criptoduomi: sono Duomi che si accrescono all'interno del fianco del vulcano. Un esempio di Criptoduomo è quello che si creò sul finaco del Mount St. Helen e che dette il via alla grande eruzione del 1980.
Se invece l'attività vulcanicha è di tipo esplosivo, si creeranno depositi Piroclastici di vario tipo: Piroclastic flow, Piroclastic Surge, Air-fall (depositi di ricaduta).
Bibliografia
Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
• Rocchi S. (1993): Meccanismi di cristallizzazione e strutture delle rocce ignee. SEU Pisa
• Ron H. Vernon (2004): A pratical guide to rock microstructure. Cambridge editore
• Eric A.K. (1985): Middlemost Magmas and Magmatic Rocks. Longman, London
• D’Amico C., Innocenti F. & Sassi F.P. (1987): Magmatismo e metamorfismo. UTET






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